Vivaldi e Bach Concerti - Concerto No.2 |
| | | | Giovedì 17 Dicembre 2009 Ore 21 Sala Verdi In collaborazione con  Acquista online con
| | | Orchestra Accademia delle Opere Alberto Bramani violino, Francesco Quaranta oboe, Maurizio Saletti flauto Direttore: Luca Quaranta Programma:
A. Vivaldi: Concerto per violino e oboe RV 548 Concerto per flauto "La tempesta di mare" RV433 Concerto per violino RV 356 Concerto per archi "alla rustica"
J.S Bach: Concerto per violino e oboe BVW 1046 Suite n°2 BVW 1060
| | Vivaldi ha composto più di 450 concerti, trattando anche strumenti che nel ‘700 non avevano la statura e la dignità del solista. Vivaldi è paragonabile ad un “sacerdote” degli strumenti musicali, ne conosce il loro animo ed è in grado di trarre da questi le sonorità che accarezzano e stupiscono l’uditorio. Se a questa sua capacità si unisce la straordinarietà capacità inventiva e la duttilità, ecco rivelato il segreto del successo, anche odierno, dei suoi concerti. I numerosi concerti strumentali di Vivaldi testimoniano la grandezza di uno dei principali compositori del ‘700. Le raccolte dei suoi concerti varcarono le soglie dei confini nazionali per diventare modello di studio ed imitazione per i compositori dell’epoca tra i quali Bach. Bach nelle corti in cui fu a servizio, ebbe modo di misurarsi e di praticare i componimenti dell’italiano Antonio Vivaldi, ma anche di affrontare le Suite, che andavano per la maggiore in quegli ambienti. Il concerto per violino e oboe si ispira ai concerti Vivaldiani non solo per la forma in tre movimenti, ma anche per il risalto che viene dato ai solisti. In questo concerto il modello italiano si unisce al rigore del contrappunto e della polifonia che sottostanno alla costruzione di Bach. L’Ouverture o Suite, cosi denominata ai tempi di Bach, è una concessione alla moda del tempo che richiedeva l’esecuzione di un brano musicale per l’apertura del teatro. Bach si ispira al modello francese di Suite, inserendo un preludio di apertura così da sottolinearne la diversità.
|
|